Cristallino

Cristallino

 

Corpo trasparente dell'occhio, a forma di lente biconvessa, situato dietro la pupilla.
Il cristallino, detto anche più comunemente lente, è la versione biologica flessibile di un doppio prisma a basi contrapposte che, per un arrotondamento degli apici, si è trasformato in una lente biconvessa di forma variabile; posto al didietro dell’iride e del foro pupillare, al davanti del corpo vitreo e tenuto in sito dalle fibre zonulari, il cristallino è una lente biconvessa speciale perché capace di modificare la propria curvatura, il proprio indice di rifrazione e, quindi, il suo potere diottrico.
Appiattito in senso antero – posteriore, presenta un contorno equatoriale che dista 0,5 mm dai processi ciliari.
Il termine cristallino sta a significare una struttura cristallina e cioè trasparente come il cristallo. La sostanza propria del cristallino è circondata da una capsula molto elastica e trasparente; al di sotto di questa, ma solo anteriormente si apprezza uno strato di cellule epiteliali che, tuttavia, procedendo verso l’equatore, assumono una forma sempre più allungata. Le cellule epiteliali, in corrispondenza dell’equatore, acquistano capacità germinative e danno luogo alla sostanza vera e propria rappresentata dalle fibre cristalline. Queste si dispongono in fasci concentrici diretti antero – posteriormente. (Ciascuna fibra cristallina non è altro che una cellula allungata e appiattita dell’epitelio germinativo. I fasci di fibre formano all’interno del cristallino delle zone di discontinuità corrispondenti alle fasi del continuo sviluppo della sostanza propria.
Se si prescinde dalla cornea e dalla congiuntiva, le quali più che organi sono membrane, il cristallino è l’unico organo solido trasparente dell’organismo, privo com’è di vasi, di fibre nervose e tessuto connettivo.
A differenza della cornea che, pur essendo avascolare, riceve le sostanze di cui ha bisogno dai vasi adiacenti perilimbari, la lente si nutre esclusivamente a spese dell’ umor acqueo. La trasparenza del cristallino deriva dalla sua speciale capacità di mettere in atto, all’interno delle proprie cellule un programma di autodistruzione subtotale, tale cioè da lasciare alla fine unità cellulari vuote di contenuto e, quindi, attraversabili dalla luce. E’ una sorta di suicidio cellulare imperfetto perché si arresta appena prima di giungere a compimento, allo scopo di lasciare all’incirca un migliaio di strati di cellule ancora vive e perfettamente trasparenti. Nel corso dello sviluppo le cellule lenticolari si liberano di tutti quei materiali (nucleo con il DNA, mitocondri, apparato di Golgi, reticolo endoplasmatico) in grado di ostacolare il passaggio della luce, ma questo processo di dissolvimento interno si arresta in una fase appena precedente la morte effettiva. Si viene, così, a formare un insieme di cellule dello stesso tipo, assolutamente omogenee e, per di più, disposte in una struttura perfettamente regolare che limita fortemente il fenomeno negativo della diffusione della luce.
Il cristallino è, dunque, un cristallo biologico le cui componenti cellulari hanno un citoplasma otticamente omogeneo ma che, a causa dell’autodistruzione subita, sono estremamente vulnerabili agli stress (disidratazione, radicali liberi, radiazioni, iperglicemia, età, ecc.) con conseguente perdita della trasparenza (cataratta ). In altre parole il cristallino è un capolavoro biologico perché capace di operare su se stesso un processo di apoptosi parziale, dando luogo ad un organo vivo, compatto, flessibile e trasparente. Perché ciò avvenga è, però, necessaria la presenza della retina. La trasparenza della lente è l’esito di un’influenza a distanza di origine retinica. In assenza di questa il cristallino resta opaco. Lo sviluppo del cristallino trae la sua origine da uno strato di cellule staminali che ricoprono le pareti di una vescicola ectodermica embrionaria e si trasformano in cellule allungate che riempiono la cavità vescicolare. Naturalmente, soltanto la porzione non coperta dall’iride risulta visibile; essa è la superficie che delimita indietro il foro pupillare e costituisce il polo anteriore della lente che dista 3 millimetri circa dalla faccia posteriore della cornea (è la misura della profondità della camera anteriore). In condizioni statiche, il diametro trasversale (verticale) è di 9/10 millimetri; il diametro antero – posteriore è di circa 4 millimetri; il raggio di curvatura anteriore è di 10 millimetri; il raggio di curvatura posteriore è di 6 millimetri.
La sostanza propria del cristallino, molto morbida e deformabile nell’infanzia, tende ad indurirsi nel corso della vita, specialmente in corrispondenza della porzione centrale, la quale, dopo i 30 anni, diventa il nucleo della lente, mentre tutto il resto, più esterno da luogo alla corteccia. Il nucleo è, in realtà, il prodotto del normale processo accrescitivo della lente, nel senso che la costante comparsa di nuove fibre respinge le vecchie fibre, già formate, verso il centro. Le vecchie fibre, sottoposte alla crescente compressione concentrica da parte delle nuove nate, si trasformano nel nucleo definitivo.